Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con Fondazione L’Aliante, Comunità Oklahoma, Coop. Teatroincontro


FRATELLO CLANDESTINO
Uno spettacolo scritto e diretto da Mimmo Sorrentino
con Adriana Busi, Mohammed Rochdi, Khaled El Kalai, Laidon Bilali, Redi Mali
Scenografia di Rosanna Monti
Musiche originali di Andrea Taroppi
Luci di Emiliano Pona

fratello clandestino Lo spettacolo nasce da un laboratorio teatrale destinato ad adolescenti stranieri minorenni ospiti di comunità. Mimmo Sorrentino, conduttore del laboratorio, prendendo spunto dai racconti dei ragazzi coinvolti, che sono anche gli interpreti dello spettacolo affiancati dalla giovane Adriana Busi (Premio Hystrio Gianni Agus Miglior Attore Giovane 2004) ha prodotto un testo teatrale che attraverso i tradizionali elementi della tragedia classica, il mito e la sua conseguente ritualità,
lo scontro tra grandi forze eticamente connotate (l’odio e l’amore, la vita e la morte, il giusto e l’ingiusto, l’illusione e la delusione, la speranza e disperazione) e soprattutto la presenza di un fato presciente in grado di vanificare ogni conato umano alla libertà e alla autodeterminazione, ci parla di un mondo in cui anche accanto all’orrore, all’assurdità, al tormento c’è qualcosa che assomiglia alla felicità.

“Fratello Clandestino” ci racconta che la tragica storia di questi ragazzi, imbarcatisi bambini in stive di navi cariche di ananas per raggiungere l’Eden e trovatisi catapultati in moderni campi di concentramento, ci riguarda. E ci riguarda non solo come questione morale, ideologica, politica, di coscienza, ma soprattutto perché queste “anime salve” ci svelano il nostro essere ospiti, stranieri in questo mondo, e sempre in bilico tra l’affermazione di noi stessi, della nostra presenza, e l’universo della labilità in cui si è costretti a vivere, dove tutto congiura per l’annullamento e la dissoluzione.

Gli attori della pièce sono proprio loro, gli adolescenti stranieri. E il loro essere attori è la palese rappresentazione che la felicità è una trappola inevitabile, che non risparmia nessuno, né chi è in scena e né chi assiste allo spettacolo. Questo spettacolo pertanto è un percorso offerto alla vita.

Ricercare la sua scena, la sua forma d’arte e di commozione.


Mimmo Sorrentino


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