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In un attimo arriva la pioggia
In un attimo si accende la luce e si spegne
In un attimo mi addormento e sogno Ma in tanti attimi è cambiato il mondo intorno a me
Si racconta la storia di un attimo, di tutto
quello che nell’attimo ci può stare dentro e per farlo basta solo un attimo.
Il tempo è veloce come una corsa quando gioco con gli amici
ed è lento come una lumaca che attraversa la strada
quando aspetti di diventare grande
“Per Un Attimo” è la tappa finale di un lungo percorso di ricerca creativo, di sperimentazione laboratoriale e confronto, sia con artisti di varie discipline, sia con i referenti privilegiati di questa nuova produzione rivolta, a cominciare dai più giovani, per il pubblico delle nuove generazioni.
“Per un Attimo” è uno spettacolo che si occupa del tempo, della sua inafferrabile centralità che svolge nell’attraversare, regolare o sconvolgere la nostra vita.
Una ricerca che Vania Pucci e Lucio Diana hanno iniziato nel 2002, quando il Comitato Organizzatore dell’Expo realizzato dalla Svizzera ha invitato Giallo Mare Minimal Teatro, una delle due uniche compagnie italiane selezionate per questo progetto, a realizzare una performance per un pubblico trans-generazionale, sul concetto di tempo. Un laboratorio che ha permesso un approfondito percorso di confronto e scavo poetico sul tema, dialogando con molteplici punti di vista e sensibilità, linguaggi espressivi molto diversi tra loro.
Per questa produzione possiamo contare sulla collaborazione di un autorevole staff scientifico formato da: Margherita Hack, celeberrima astronoma e studiosa di fenomeni celesti dell’Osservatorio Astronomico di Trieste e Alfonso Maurizio Iacono, filosofo di fama internazionale e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Pisa.
“… Soprattutto è stato l’incontro con la Dottoressa Hack a dare un avvio speciale a questo progetto. Seguendo le sue conferenze nelle quali con un linguaggio semplice spiega anche ai ragazzi misteri quali l’origine del mondo e concetti scientifici molto complessi, mi si è confermata in testa l’idea che è possibile parlare ai ragazzi di pensieri alquanto articolati. Da alcuni anni la mia ricerca teatrale si è spinta da un lato a lavorare sull’immagine con telecamera, lavagna luminosa e computer e dall’altra dal punto di vista del contenuto ad affrontare temi scientifici sempre comunque legati a meccanismi che facciano scattare l’emozione.
Il tempo per me riveste in questo momento un particolare interesse, forse perché mi guardo indietro e mi sembra ne sia passato tanto !!!?
Dal punto di vista del contenuto, affronteremo il passare del tempo in maniera scientifica e quindi il giorno-notte, i mesi-anni con la rotazione della terra e il tempo come misurazione della distanza dalle stelle. Accanto a questo la rilevazione dei segni del tempo sui volti, sulle cose, sui paesaggi e la misurazione psicologica assolutamente personale del tempo cercando di dare qualità al tempo che passa (lungo corto pesante leggero..)
Dal punto di vista della messa in scena, si tratta di narrazione e movimento in relazione con l’immagine realizzata dal computer e telecamera agita in diretta. L’immagine viene proiettata su teli di differente consistenza ( seta, garza, plastica) e dimensione (teli grandi o listarelle).
Lo spettacolo inizierà con un video della Dott ssa Hack quale scienziata ma anche possibile nonna che introduce l’argomento..
Ancora una volta vorrei allargare lo sguardo mio e degli spettatori, farlo uscire da dentro di noi per permetterci di affrontare/guardare il mondo che ci circonda. “ Vania Pucci
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