NOTE DI REGIA
L'occasione di portare in scena Vecchie nasce dall'incontro
con Cristina Pezzoli, direttrice artistica dell'Associazione
Teatrale Pistoiese, e rappresenta per me una grande opportunità
di sviluppare, in un diverso contesto, un progetto nato per
il cinema; il passaggio al palcoscenico, del resto, è
stato naturale e coerente con l'impostazione che ha generato
la creazione dell'opera filmata basata sulla continuità
temporale e ambientata in un unico spazio sospeso, rarefatto.
L'oscillazione costante fra i diversi registri del racconto
corrisponde a una messa in scena giocata, oltre che sulla recitazione,
sul colore: il bianco come sospensione dell'atmosfera, rimando
alla luce estiva di un imprecisato soggiorno di casa al mare;
il nero che delimita i corpi, elemento di inquietudine e paura.
La rappresentazione del corpo dell'attrice (sempre in camicia
da notte - bianca) è basata su una scelta figurativa
che non sempre lo rende visibile: un sezionamento che rimanda
in modo problematico alla questione dell'identità e della
completezza.
Il luogo della rappresentazione (il teatro) ha suggerito di
sostituire il taglio dell'inquadratura cinematografica con i
tagli di luce che disegnano e determinano i confini in cui i
corpi si iscrivono.
In teatro ho così avuto modo di ampliare - con il concorso
di luci e scenografie pensate appositamente per la scena - la
ricerca espressiva nata e stimolata dall'incontro con le attrici
Barbara Valmorin e Maria Grazia Grassini (coautrici del testo).
Il tempo sospeso nel racconto si può così amplificare
ancora di più valorizzando il grande talento delle interpreti
che mi danno modo di portare in scena una storia che considero
necessaria e urgente, metafora di un tempo confuso, agitato,
conflittuale, nel quale ognuno di noi vive. (Daniele Segre)
IL FILM
Lo spettacolo è la versione per il teatro di Vecchie,
il fim di Daniele Segre presentato il 4 settembre alla Biennale
del Cinema di Venezia 2002 nella sezione "Nuovi Territori"
ed interpretato da Maria Grazia Grassini e Barbara Valmorin.
Il film ha ottenuto importanti riconoscimenti al prestigioso
Festival del Cinema Italiano di Annecy che si è tenuto
dal 2 all'8 ottobre 2002 nella cittadina francese dell'Alta
Savoia. Ha vinto il premio "Cicae" per il "miglior
film di qualità" e il premio "per la migliore
interpretazione femminile" alle due interpreti Maria Grazia
Grassini e Barbara Valmorin.
Daniele Segre (Alessandria, 1952)
È uno dei più importanti autori italiani di "cinema
della realtà". Realizza film e video fin dalla metà
degli anni Settanta. I suoi primi lavori si sono focalizzati
sui problemi delle realtà giovanili disagiate (Perché
droga, 1976; Il potere deve essere bianconero, 1978)
e sulla dignità e umanità di vite sofferte e difficili
(Vite di ballatoio, 1984). Nel 1983 Segre ha realizzato
il lungometraggio Testadura, finzione sulla realtà di
un microcosmo giovanile fatto di scelte ostinate, di quotidianità
faticose e di complicati rapporti interpersonali.
Per difendere un'idea personale indipendente di cinema ha fondato
a Torino nel 1981 la Società di produzione "I Cammelli"
e, nel 1989, l'omonima "Scuola Video di Documentazione
Sociale", che negli anni successivi, anche con il sostegno
di Unione Europea e Ministero del Lavoro ha avviato decine di
giovani alla delicata e difficile attività audiovisiva
nel sociale.
Fin dagli inizi, Segre ha lavorato sulla realtà con una
metodologia di approccio che privilegia, nella preparazione,
la conoscenza approfondita delle situazioni da rappresentare
e, nel modo di riprendere, la "costruzione" dell'immagine.
La sua è una vera e propria "messa in scena"
della realtà, in cui lo sguardo fotografico del cinema
si fonde con una rappresentazione spesso teatrale, con un risalto
dato ai volti e ai racconti, in modo da rendere il linguaggio
visivo e verbale un tramite per esperienze che diventano universali.
I delegati della CGIL (Partitura per volti e voci, 1991),
i minatori del Sulcis (Dinamite, 1994), i sieropositivi
ed i malati di AIDS (Come prima, più di prima, t'amerò,
1995), i giornalisti de "L'Unità" (Via due
Macelli, Italia. Sinistra senza Unità, 2000), i licenziati
della fabbrica Scaini di Villa Cidro (Asuba de su serbatoiu,
2000/2001), i malati di Alzheimer e le loro famiglie (Tempo
vero, 2001) diventano - insieme a tanti altri narrati da
Segre - protagonisti di realtà accuratamente e amorosamente
rappresentati.
Nel suo secondo lungometraggio, Manila Paloma Blanca,
1992, Segre ha indagato l'universo esistenziale di un attore
emarginato, utilizzando anche inserti video da Tempo di riposo
- interpretato, come nel film, da Carlo Colnaghi, recentemente
scomparso. Una felice ambiguità tra cinema e teatro,
realtà e rappresentazione, che fa sì che l'etichetta
di 'documentarista' vada stretta a questo autore, che nel 1995
ha anche debuttato nella regia teatrale con Week-end
di Annibale Ruccello, interpretato da Barbara Valmorin. Vecchie,
nato nel 2002 come film (BN, 81') è stato presentato
alla Mostra del Cinema di Venezia e ha ottenuto il Premio CICAE
per il Miglior Film di Qualità e il Premio per le Migliori
Attrici al Festival "Rencontres du Cinema Italien"
di Annecy (ottobre, 2002).
Daniele Segre dal 1996 è docente alla Scuola Nazionale
di Cinema (ex Centro Sperimentale, Roma) e dal 2002 è
condirettore, con Morando Morandini e Antonio Costa, del Festival
di Bellaria "Anteprima per il Cinema Indipendente".
Maria Grazia Grassini
Ha iniziato la sua carriera teatrale con uno dei maestri dell'avanguardia
storica in Italia, Leo De Bernardinis, interpretando il ruolo
di Lucky in Aspettando Godot di Beckett. Dopo varie collaborazioni
con De Bernardinis, Quartucci, Scabia, Filippini ed il "Gruppo
63", con la Biennale di Venezia ha proseguito la sua attività
nell'ambito del teatro ufficiale. A partire dal 1978 ha iniziato
una collaborazione con Lorenzo Salveti, portando fra l'altro
in una lunga tournée in America Latina lo spettacolo
Inferno tratto da Dante. Nel 1987 fonda la compagnia
"Operateatro". Nell'ambito delle produzioni di "Operateatro",
la Grassini ha interpretato Prima di cena di Pecora,
per il quale ha preso il premio IDI Maschera con lauro d'oro
1988.
A teatro è stata diretta, tra gli altri, da Luigi Squarzina
(in L'avvenimento; Emmeti e Le baccanti); da Luca
Ronconi (in Misura per misura, Orlando furioso, La
tragedia del vendicatore); Lina Wertmüller (in La
cucina di Wesker); Carmelo Bene (in Riccardo III);
Lorenzo Salveti (in Dialogo; Nostra Dea; La
morte di Niobe; Miles Gloriosus; Elena; Orgia
di Pasolini; Inferno di Dante; Orestiadi di Eschilo-
Pasolini; Fedra; Romeo e Giulietta).
Contemporaneamente alla sua attività teatrale ha partecipato
a numerose produzioni televisive e radiofoniche. In televisione
ha lavorato in spettacoli di prosa diretti da Carmelo Bene e
da Nanni Fabbri. Tra i numerosi sceneggiati, in cui ha lavorato,
ricordiamo: Squadra omicidi (regia di Anton Giulio Maiano),
Camilla (regia di Sandro Bolchi), Ligabue, Quando
avrai bisogno di me e Gamma (regia di Salvatore Nocita),
Il dipinto (regia di Dino Campana); La vedova e i
piedipiatti (regia di Mario Landi); Vita di Bellini (regia
di Lorenzo Salveti); Avvocati (regia di Giorgio Ferrara),
Una donna per amico (regia di Rossella Izzo); Le ragazze
di Piazza di Spagna (regia di Gianfrancesco Lazotti); Senso
di colpa (regia di Massimo Spano); Nana (regia di
Alberto Negrin).
Nel cinema la sua partecipazione più significativa è
stata in Senza pelle di Alessandro D'Alatri.
Barbara Valmorin
Nasce a Bari, ma finiti gli studi si trasferisce in Francia,
diplomandosi nel 1961 all'Accademia d'Arte Drammatica di Parigi.
Nello stesso anno debutta a teatro in Peccato che sia una canaglia
per la regia di Luchino Visconti, con Romy Schneider e Alain
Delon.
Nel 1963 ritorna in Italia dove lavora moltissimo a teatro,
diretta tra gli altri da Eduardo De Filippo ne Il contratto
di Eduardo stesso; da Luca Ronconi (in Orlando Furioso;
Orestea; XX secolo; Caterina di Meilbroun;
Opera); da Giancarlo Cobelli (in La figlia di Iorio e
Amore potere violenza); da Carlo Cecchi (in Il bagno);
da Lorenzo Salveti (in, tra gli altri, Lulù; Macbeth;
La cantatrice calva); da Ugo Gregoretti; da Franco Zeffirelli
(in Sei personaggi in cerca d'autore).
Annibale Ruccello ha scritto per lei Week end, messo
in scena prima da Marco Gagliardo e poi da Daniele Segre.
Contemporaneamente lavora al cinema, tra gli altri in: Pasqualino
sette bellezze di Lina Wertmüller (1975); L'aria
serena dell'ovest di Silvio Soldini (1990); Il caso Martello
di Guido Chiesa (1991); Provvisorio quasi d'amore
di Daniele Segre (1988); Manila Paloma Bianca di Daniele
Segre; Inganni di Luigi Faccini (1985).
In televisione, tra gli altri ha lavorato in: Nina (regia
di Salveti); Maternale (regia di Luigi Faccini); Famiglia
italiana (regia di Mattolini); Una faccia di lepre
e La signora Morli (regia di Serra); La squadra;
Incantesimo; Distretto di polizia; Ivanov
di Franco Giraldi.
Alla radio lavora in varie commedie e sceneggiati con Pressburger,
Cobelli, Ronconi, Trionfo, Tiezzi, Bassignano, Quartucci, Baldini,
Ferrero, Nanni, Vaccari, Lievi.