VECCHIE

(VACANZE AL MARE)

di Daniele Segre

scritto in collaborazione con

Maria Grazia Grassini e Barbara Valmorin
regia
Daniele Segre
con (in ordine alfabetico)
Maria Grazia Grassini e Barbara Valmorin (Premio Spi-Cgil 2003)
scene
Antonio Panzuto
luci
Paolo Ferrari
foto
Andrea Annessi Mecci
debutto
Roma, Piccolo Eliseo - 7 gennaio 2003

La scena si svolge in un soggiorno di una casa di vacanze al mare in un luogo imprecisato dell'Italia centro-meridionale. Protagoniste due donne sui 63/64 anni, che per tutto lo svolgimento della storia resteranno in camicia da notte e non riusciranno mai ad uscire dall'appartamento, ogni scusa sarà buona per cambiare discorso e ritardare l'uscita di casa.

NOTE DI REGIA
L'occasione di portare in scena Vecchie nasce dall'incontro con Cristina Pezzoli, direttrice artistica dell'Associazione Teatrale Pistoiese, e rappresenta per me una grande opportunità di sviluppare, in un diverso contesto, un progetto nato per il cinema; il passaggio al palcoscenico, del resto, è stato naturale e coerente con l'impostazione che ha generato la creazione dell'opera filmata basata sulla continuità temporale e ambientata in un unico spazio sospeso, rarefatto. L'oscillazione costante fra i diversi registri del racconto corrisponde a una messa in scena giocata, oltre che sulla recitazione, sul colore: il bianco come sospensione dell'atmosfera, rimando alla luce estiva di un imprecisato soggiorno di casa al mare; il nero che delimita i corpi, elemento di inquietudine e paura. La rappresentazione del corpo dell'attrice (sempre in camicia da notte - bianca) è basata su una scelta figurativa che non sempre lo rende visibile: un sezionamento che rimanda in modo problematico alla questione dell'identità e della completezza.
Il luogo della rappresentazione (il teatro) ha suggerito di sostituire il taglio dell'inquadratura cinematografica con i tagli di luce che disegnano e determinano i confini in cui i corpi si iscrivono.
In teatro ho così avuto modo di ampliare - con il concorso di luci e scenografie pensate appositamente per la scena - la ricerca espressiva nata e stimolata dall'incontro con le attrici Barbara Valmorin e Maria Grazia Grassini (coautrici del testo).
Il tempo sospeso nel racconto si può così amplificare ancora di più valorizzando il grande talento delle interpreti che mi danno modo di portare in scena una storia che considero necessaria e urgente, metafora di un tempo confuso, agitato, conflittuale, nel quale ognuno di noi vive. (Daniele Segre)

IL FILM
Lo spettacolo è la versione per il teatro di Vecchie, il fim di Daniele Segre presentato il 4 settembre alla Biennale del Cinema di Venezia 2002 nella sezione "Nuovi Territori" ed interpretato da Maria Grazia Grassini e Barbara Valmorin. Il film ha ottenuto importanti riconoscimenti al prestigioso Festival del Cinema Italiano di Annecy che si è tenuto dal 2 all'8 ottobre 2002 nella cittadina francese dell'Alta Savoia. Ha vinto il premio "Cicae" per il "miglior film di qualità" e il premio "per la migliore interpretazione femminile" alle due interpreti Maria Grazia Grassini e Barbara Valmorin.

Daniele Segre (Alessandria, 1952)
È uno dei più importanti autori italiani di "cinema della realtà". Realizza film e video fin dalla metà degli anni Settanta. I suoi primi lavori si sono focalizzati sui problemi delle realtà giovanili disagiate (Perché droga, 1976; Il potere deve essere bianconero, 1978) e sulla dignità e umanità di vite sofferte e difficili (Vite di ballatoio, 1984). Nel 1983 Segre ha realizzato il lungometraggio Testadura, finzione sulla realtà di un microcosmo giovanile fatto di scelte ostinate, di quotidianità faticose e di complicati rapporti interpersonali.
Per difendere un'idea personale indipendente di cinema ha fondato a Torino nel 1981 la Società di produzione "I Cammelli" e, nel 1989, l'omonima "Scuola Video di Documentazione Sociale", che negli anni successivi, anche con il sostegno di Unione Europea e Ministero del Lavoro ha avviato decine di giovani alla delicata e difficile attività audiovisiva nel sociale.
Fin dagli inizi, Segre ha lavorato sulla realtà con una metodologia di approccio che privilegia, nella preparazione, la conoscenza approfondita delle situazioni da rappresentare e, nel modo di riprendere, la "costruzione" dell'immagine.
La sua è una vera e propria "messa in scena" della realtà, in cui lo sguardo fotografico del cinema si fonde con una rappresentazione spesso teatrale, con un risalto dato ai volti e ai racconti, in modo da rendere il linguaggio visivo e verbale un tramite per esperienze che diventano universali. I delegati della CGIL (Partitura per volti e voci, 1991), i minatori del Sulcis (Dinamite, 1994), i sieropositivi ed i malati di AIDS (Come prima, più di prima, t'amerò, 1995), i giornalisti de "L'Unità" (Via due Macelli, Italia. Sinistra senza Unità, 2000), i licenziati della fabbrica Scaini di Villa Cidro (Asuba de su serbatoiu, 2000/2001), i malati di Alzheimer e le loro famiglie (Tempo vero, 2001) diventano - insieme a tanti altri narrati da Segre - protagonisti di realtà accuratamente e amorosamente rappresentati.
Nel suo secondo lungometraggio, Manila Paloma Blanca, 1992, Segre ha indagato l'universo esistenziale di un attore emarginato, utilizzando anche inserti video da Tempo di riposo - interpretato, come nel film, da Carlo Colnaghi, recentemente scomparso. Una felice ambiguità tra cinema e teatro, realtà e rappresentazione, che fa sì che l'etichetta di 'documentarista' vada stretta a questo autore, che nel 1995 ha anche debuttato nella regia teatrale con Week-end di Annibale Ruccello, interpretato da Barbara Valmorin. Vecchie, nato nel 2002 come film (BN, 81') è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e ha ottenuto il Premio CICAE per il Miglior Film di Qualità e il Premio per le Migliori Attrici al Festival "Rencontres du Cinema Italien" di Annecy (ottobre, 2002).
Daniele Segre dal 1996 è docente alla Scuola Nazionale di Cinema (ex Centro Sperimentale, Roma) e dal 2002 è condirettore, con Morando Morandini e Antonio Costa, del Festival di Bellaria "Anteprima per il Cinema Indipendente".

Maria Grazia Grassini
Ha iniziato la sua carriera teatrale con uno dei maestri dell'avanguardia storica in Italia, Leo De Bernardinis, interpretando il ruolo di Lucky in Aspettando Godot di Beckett. Dopo varie collaborazioni con De Bernardinis, Quartucci, Scabia, Filippini ed il "Gruppo 63", con la Biennale di Venezia ha proseguito la sua attività nell'ambito del teatro ufficiale. A partire dal 1978 ha iniziato una collaborazione con Lorenzo Salveti, portando fra l'altro in una lunga tournée in America Latina lo spettacolo Inferno tratto da Dante. Nel 1987 fonda la compagnia "Operateatro". Nell'ambito delle produzioni di "Operateatro", la Grassini ha interpretato Prima di cena di Pecora, per il quale ha preso il premio IDI Maschera con lauro d'oro 1988.
A teatro è stata diretta, tra gli altri, da Luigi Squarzina (in L'avvenimento; Emmeti e Le baccanti); da Luca Ronconi (in Misura per misura, Orlando furioso, La tragedia del vendicatore); Lina Wertmüller (in La cucina di Wesker); Carmelo Bene (in Riccardo III); Lorenzo Salveti (in Dialogo; Nostra Dea; La morte di Niobe; Miles Gloriosus; Elena; Orgia di Pasolini; Inferno di Dante; Orestiadi di Eschilo- Pasolini; Fedra; Romeo e Giulietta).
Contemporaneamente alla sua attività teatrale ha partecipato a numerose produzioni televisive e radiofoniche. In televisione ha lavorato in spettacoli di prosa diretti da Carmelo Bene e da Nanni Fabbri. Tra i numerosi sceneggiati, in cui ha lavorato, ricordiamo: Squadra omicidi (regia di Anton Giulio Maiano), Camilla (regia di Sandro Bolchi), Ligabue, Quando avrai bisogno di me e Gamma (regia di Salvatore Nocita), Il dipinto (regia di Dino Campana); La vedova e i piedipiatti (regia di Mario Landi); Vita di Bellini (regia di Lorenzo Salveti); Avvocati (regia di Giorgio Ferrara), Una donna per amico (regia di Rossella Izzo); Le ragazze di Piazza di Spagna (regia di Gianfrancesco Lazotti); Senso di colpa (regia di Massimo Spano); Nana (regia di Alberto Negrin).
Nel cinema la sua partecipazione più significativa è stata in Senza pelle di Alessandro D'Alatri.


Barbara Valmorin
Nasce a Bari, ma finiti gli studi si trasferisce in Francia, diplomandosi nel 1961 all'Accademia d'Arte Drammatica di Parigi. Nello stesso anno debutta a teatro in Peccato che sia una canaglia per la regia di Luchino Visconti, con Romy Schneider e Alain Delon.
Nel 1963 ritorna in Italia dove lavora moltissimo a teatro, diretta tra gli altri da Eduardo De Filippo ne Il contratto di Eduardo stesso; da Luca Ronconi (in Orlando Furioso; Orestea; XX secolo; Caterina di Meilbroun; Opera); da Giancarlo Cobelli (in La figlia di Iorio e Amore potere violenza); da Carlo Cecchi (in Il bagno); da Lorenzo Salveti (in, tra gli altri, Lulù; Macbeth; La cantatrice calva); da Ugo Gregoretti; da Franco Zeffirelli (in Sei personaggi in cerca d'autore).
Annibale Ruccello ha scritto per lei Week end, messo in scena prima da Marco Gagliardo e poi da Daniele Segre.
Contemporaneamente lavora al cinema, tra gli altri in: Pasqualino sette bellezze di Lina Wertmüller (1975); L'aria serena dell'ovest di Silvio Soldini (1990); Il caso Martello di Guido Chiesa (1991); Provvisorio quasi d'amore di Daniele Segre (1988); Manila Paloma Bianca di Daniele Segre; Inganni di Luigi Faccini (1985).
In televisione, tra gli altri ha lavorato in: Nina (regia di Salveti); Maternale (regia di Luigi Faccini); Famiglia italiana (regia di Mattolini); Una faccia di lepre e La signora Morli (regia di Serra); La squadra; Incantesimo; Distretto di polizia; Ivanov di Franco Giraldi.
Alla radio lavora in varie commedie e sceneggiati con Pressburger, Cobelli, Ronconi, Trionfo, Tiezzi, Bassignano, Quartucci, Baldini, Ferrero, Nanni, Vaccari, Lievi.


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