|
VECCHIE. (VACANZE AL MARE)
di Daniele Segre
scritto in collaborazione con Maria Grazia Grassini e Barbara
Valmorin
con (in ordine alfabetico) Maria Grazia Grassini e Barbara Valmorin
LA CRITICA
È destinato probabilmente a divenire un "caso"
questo spettacolo, Vecchie. Non solo perché nasce da ore
di video che due attrici di tutto rispetto hanno intavolato sulle
proprie reciproche storie, e da quella trascrizione Daniele Segre
ha tratto un film che è andato alla mostra di Venezia e
ha vinto un premio ad Annecy. Ma soprattutto perché tutto
questo trattamento multimediologico dà luogo alle emozioni
forti di uno spettacolo impudico e commovente, che allo spettatore
non è impossibile sfuggire e nemmeno parzialmente schivare,
se non in un liberatorio e prolungato applauso. Perché
queste Vecchie non parlano solo sfacciatamente (e perfino maniacalmente)
di sé, ma di ognuno di noi, soprattutto di coloro che giunti
alla maturità cercano di combinare il troppo e il poco
della propria vita, con effetti che potrebbero essere disatrosi
se nel frattempo non si è acuminata l'arma aguzza dell'ironia.
Signore navigate della scena, le due attrici avranno addirittura
messo più di qualche elemento autobiografico nella non-storia
che raccontano. Ma il testo che ne risulta è così
forte che paradossalmente potrebbe esser loro rapito da altre
signore della scena. (Gianfranco Capitta, Il manifesto)
Questa storia di due donne non ancora vecchie e non più
giovani, ma ragazze libere nello spirito, ha giustamente trovato
la via del palcoscenico grazie alla coraggiosa e determinata politica
artistico-culturale dell'associazione teatrale pistoiese, e del
suo direttore, Cristina Pezzoli. La scelta di una drammaturgia
contempornaea e nazionale non è facile: ma che bella curiosità
si ha nell'andare a vedere un testo che parla dell'oggi e del
qui, del quartiere e della gente, delle vacanze e della famiglia.
Ed è giusto, allora, che simili scelte vengano ricompensate
con il successo. Risate, commozione, applausi: non poco, in un'ora
o poco più di spettacolo. Il merito va ascritto, in primo
luogo, alle due attrici. La Valmorin e la Grassini sono straordinarie:
una scelta intepretativa mimetico-minimale - giustamente vicina
al "precedente" cinematografico - nulla toglie alla
effettiva pregnanza comunicativa, emozionale, teatrale. (Andrea
Porcheddu, Delteatro.it)
|